{"id":2405,"date":"2011-10-09T12:21:22","date_gmt":"2011-10-09T10:21:22","guid":{"rendered":"http:\/\/wp1.c128sdmsoft.net\/io\/?p=2405"},"modified":"2011-10-09T12:30:54","modified_gmt":"2011-10-09T10:30:54","slug":"saluteinternazionale-info","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/wp1.c128sdmsoft.net\/io\/post\/2405","title":{"rendered":"saluteinternazionale.info"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Oggi vi segnalo un sito a mio parere interessante. Trovate il link di seguito, insieme all&#8217;estratto di una pagina. Trovate il link anche alla pagina dei link del blog.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/saluteinternazionale.info\/\">http:\/\/saluteinternazionale.info\/<\/a><\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"color: #99cc00;\">Estratto di una pagina.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Perch\u00e9 Salute Internazionale<\/strong><\/span><\/p>\n<p>di Gavino Maciocco<\/p>\n<p>Perch\u00e9 la salute \u00e8 un diritto umano<\/p>\n<p>Lancet ha celebrato il 60\u00b0 anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell\u2019Uomo dedicando gran parte del numero 9655, del 13 dicembre 2008, (un editoriale pi\u00f9 numerosi contributi, nonch\u00e9 un monumentale paper[1]) al tema del diritto alla salute.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 e come la salute \u00e8 un diritto umano?, si chiede Amartya Sen in un breve, formidabile comment[2]. La salute pu\u00f2 essere considerata un diritto in assenza di una legislazione vincolante? Secondo Jeremy Bentham (1748-1832) la risposta \u00e8 no. Bentham infatti considerava un \u201cnon senso\u201d la dichiarazione francese dei diritti dell\u2019uomo del 1789 perch\u00e9 il diritto per essere tale deve essere legiferato, deve cio\u00e8 essere \u201cfiglio della legge\u201d. Ma \u2013 osserva Sen \u2013 c\u2019\u00e8 una lunga tradizione di pensiero sul diritto come etica sociale: le basi morali che una buona societ\u00e0 deve avere. Infatti quando la dichiarazione americana d\u2019indipendenza invocava \u201ccerti inalienabili diritti\u201d che ogni persona deve avere, i diritti umani erano visti non come \u201cfigli\u201d, bens\u00ec come \u201cgenitori\u201d della legge. Nel considerare la salute come diritto umano c\u2019\u00e8 la chiamata all\u2019azione per la promozione della salute della popolazione, nello stesso modo con cui gli attivisti del 18\u00b0 secolo lottarono per la liberazione e la libert\u00e0.<\/p>\n<p>Un diritto umano \u2013 prosegue Sen \u2013 pu\u00f2 essere \u201cgenitore\u201d non solo della legge, ma anche di altri modi per sostenere la causa di un determinato diritto. Anche la realizzazione della prima generazione dei diritti (come la libert\u00e0 religiosa, il diritto a non essere arrestato arbitrariamente, a non essere violentato o ucciso) dipese non solo dalla legge, ma anche dalla discussione pubblica, dalla denuncia, dal controllo e dal lavoro sociale.<\/p>\n<p>Il diritto alla salute pretende analoghi vasti interventi, che vanno ben oltre una (pur importante) buona legislazione sanitaria. Ci sono azioni politiche, sociali, economiche, scientifiche e culturali che noi possiamo prendere per fare avanzare la causa della buona salute per tutti. Nel considerare la salute come un diritto, noi riconosciamo la necessit\u00e0 di un forte impegno sociale per la buona salute. Ci sono \u2013 conclude Sen \u2013 poche cose cos\u00ec importanti come questa nel mondo contemporaneo.<\/p>\n<p>Quando nacque l\u2019idea di produrre questo blog, il numero 9655 di Lancet non era ancora uscito, ma leggendo ora il Comment di Amartya Sen, nelle sue profonde, acute argomentazioni vediamo specchiarsi le ragioni di Salute Internazionale: creare uno spazio di informazione e riflessione, di approfondimento culturale e scientifico, di discussione e condivisione \u201cper fare avanzare la causa della buona salute per tutti\u201d.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 salute per tutti \u00e8 un imperativo etico<\/p>\n<p>Il 2008 \u00e8 stato, per la politica sanitaria internazionale, un anno ricco di rievocazioni: 60 anni dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell\u2019Uomo, 30 anni dalla Dichiarazione di Alma Ata (per inciso gli stessi anni dall\u2019istituzione del Servizio sanitario nazionale in Italia, legge 833\/78). Il 14 ottobre 2008 a Almaty (gi\u00e0 Alma Ata, gi\u00e0 capitale del Kazakhstan) \u00e8 stato presentato il Rapporto OMS 2008[3] per commemorare il trentennale dell\u2019omonima Dichiarazione.<\/p>\n<p>Da Alma Ata a Alma Ata potrebbe essere il significato profondo del recente documento annuale dell\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (OMS). Un ritorno al passato per riscoprire e rivalutare linee di politica sanitaria internazionale basate su equit\u00e0, appropriatezza, qualit\u00e0 e prevenzione; linee di politica sanitaria internazionale mirate a mettere al centro del sistema sanitario i bisogni della persona e della comunit\u00e0; linee di politica sanitaria internazionale fondate su una formula tanto semplice, quanto potente: \u2018salute per tutti\u2019 (formula tornata, dopo trent\u2019anni, a far parte del \u2018lessico familiare\u2019 dell\u2019OMS).<\/p>\n<p>Con queste parole, infatti, si chiude la presentazione del Rapporto, firmata dal Direttore Generale, Margaret Chan: \u201cUniti nella comune sfida di realizzare i principi della primary health care, il tempo \u00e8 maturo, oggi pi\u00f9 che mai, per sviluppare una comune coscienza e una politica condivisa che rendano pi\u00f9 rapido il cammino verso la salute per tutti\u201d.<\/p>\n<p>Sempre nel 2008 l\u2019OMS ha presentato i lavori conclusivi della Commissione sui Determinanti Sociali di Salute, istituita nel 2005 e presieduta da Michael Marmot[4]. Quanto oggi l\u2019obiettivo della salute per tutti sia sfocato e lontano, in primo luogo per motivi sociali e economico-politici, lo denuncia a chiare lettere il documento finale della Commissione[5]: \u201cLa giustizia sociale \u00e8 questione di vita e di morte. Essa influenza il modo in cui le persone vivono, le conseguenti probabilit\u00e0 di ammalarsi, il loro rischio di morte prematura. Noi osserviamo, con meraviglia, come la speranza di vita e la buona salute continuino a crescere in alcune parti del mondo e, con allarme, come queste non riescano a migliorare in altre parti. Una bambina venuta alla luce oggi pu\u00f2 sperare di vivere pi\u00f9 di 80 anni se nata in alcune parti del mondo, ma meno di 45 anni se nata in altre parti. All\u2019interno dei paesi ci sono drammatiche differenze nella salute che sono strettamente legate al grado di svantaggio sociale. Differenze di tale grandezza \u2013 tra nazioni e all\u2019interno di una stessa nazione \u2013 semplicemente non dovrebbero mai accadere.\u201d<\/p>\n<p>Ridurre le diseguaglianze nella salute \u00e8 un imperativo etico, questo il messaggio conclusivo della Commissione. Volentieri ci facciamo prendere per mano dalle \u2018idee forti\u2019 dei pi\u00f9 recenti documenti dell\u2019OMS nell\u2019intraprendere il cammino di Salute Internazionale. Un cammino che sarebbe incerto, opaco e limitato se non fosse sostenuto da forti motivazioni etiche, se non fosse guidato da chiari ed espliciti orientamenti di politica sanitaria (come quelli espressi dai documenti sopra citati).<\/p>\n<p>Perch\u00e9 occuparsi di salute e sanit\u00e0 internazionali<\/p>\n<p>Chiunque oggi \u2013 per motivi di lavoro, di studio, di interesse culturale, politico, etc. \u2013 affronti temi che riguardano la salute e l\u2019assistenza sanitaria difficilmente pu\u00f2 fare a meno di riferirsi a esperienze internazionali, confrontarsi con le informazioni provenienti da molteplici fonti: dalla letteratura scientifica periodica ai documenti pubblicati da istituzioni come OMS, OCSE, Banca Mondiale o da varie organizzazioni, come la galassia delle ONG, dai prodotti editoriali di varia natura (dai libri ai siti web) alle iniziative formative (corsi universitari, formazione continua, congressi e convegni). Da master internazionali (Harvard[6], USA, Leeds[7] e Edimburgo[8], UK), ad esempio, noi stessi abbiamo attinto idee e spunti per costruire la struttura dei contenuti di Salute Internazionale. Occuparsi di salute e sanit\u00e0 internazionali serve dunque a diventare pi\u00f9 informati e pi\u00f9 colti. Serve anche a diventare migliori: a uscire da se stessi, a guardare agli altri, al mondo.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/saluteinternazionale.info\/perche-si\/\">fonte<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi vi segnalo un sito a mio parere interessante. Trovate il link di seguito, insieme all&#8217;estratto di una pagina. Trovate il link anche alla pagina dei link del blog. http:\/\/saluteinternazionale.info\/ Estratto di una pagina. 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