{"id":198,"date":"2011-08-07T18:24:44","date_gmt":"2011-08-07T16:24:44","guid":{"rendered":"http:\/\/wp1.c128sdmsoft.net\/sussurriegrida\/?p=198"},"modified":"2012-05-09T20:39:58","modified_gmt":"2012-05-09T18:39:58","slug":"riflessioni-su-facebook","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/wp1.c128sdmsoft.net\/io\/post\/198","title":{"rendered":"Riflessioni su Facebook"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 innegabile l\u2019immane e tumultuosa espansione di Facebook, n\u00e9 la democratica condivisione di opinioni, valori, comportamenti, azioni che consente, n\u00e9, ovviamente, la moltiplicazione dei contatti e delle relazioni che promuove. Ma \u00e8 proprio in questa proliferazione dei rapporti sociali che possono annidarsi diversi rischi per l\u2019utente del social network e che cercher\u00f2 di indicarli alcuni, su cui chiedo anche l\u2019opinione di altri per contribuire a chiarirli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1) La moltiplicazione delle cosiddette amicizie, sulla base dell\u2019accettazione del pacchetto della rete di conoscenze che l\u2019ultimo arruolato tra gli amici porta in dote, \u201cimpone\u201d, se non altro per cortesia, l\u2019esigenza di rispondere in qualche modo ad una moltitudine di persone, oltre che per curiosit\u00e0. Diventa poi pi\u00f9 difficile, se abbiamo iniziato una corrispondenza o una chat, escluderle senza un valido motivo, pena essere etichettati in negativo. E poich\u00e9 la solitudine, oltre che l\u2019immagine scadente di S\u00e9, \u00e8 una delle paure pi\u00f9 diffuse, l\u2019 &#8220;obbligo&#8221; di ascoltare (leggere) e di rispondere diventa un imperativo a cui pi\u00f9 difficilmente ci si sottrae; e allora gi\u00f9 a chattare. A questo primo livello di rischi appartiene l\u2019eccessivo tempo che viene dedicato alla gestione di molte persone, che a loro volta vogliono essere ascoltate e in comunicazione. Inevitabilmente, il tempo dedicato alla corrispondenza elettronica, viene tolto a tutto ci\u00f2 che avremmo fatto nella vita reale. Non che non sia reale la chat o gli scambi relazionali sul computer, ma nel senso che le attivit\u00e0 che prescindono dall\u2019uso del social network si riducono pesantemente con l\u2019impegno a leggere e rispondere molto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2) Vi \u00e8 un altro aspetto negativo ad un livello pi\u00f9 profondo nell\u2019accettazione e nella moltiplicazione dei contatti e delle conoscenze, che solo in parte deriva dall&#8217;inevitabile superficialit\u00e0 insita nella gestione della moltitudine degli scambi elettronici. Vi \u00e8 gi\u00e0 nell\u2019uso dello strumento di conoscenza degli altri (il computer) la limitazione della conoscenza stessa. Mi spiego meglio: Quando conosciamo nella vita reale una persona, ne percepiamo approssimativamente le caratteristiche (non mi riferisco all\u2019aspetto fisico, che anche quello manca o pu\u00f2 essere molto distorto dalle immagini), quell\u2019insieme di aspetti tramite innumerevoli segnali paraverbali e comportamentali che possono o non possono essere congruenti con quello che diciamo. Cio\u00e8 la nostra intonazione, il ritmo nel parlare, la mimica, le pause e il comportamento, inteso come movimento del corpo, mandano, di regola a nostra insaputa, in quanto \u00e8 estremamente difficile controllare tutto ci\u00f2, una serie di messaggi che, chi guarda e ascolta contemporaneamente percepisce e decodifica alla luce delle proprie caratteristiche valutando, nell\u2019avvicinamento alla conoscenza, i pregi e i difetti che abbiamo tutti, ma che ciascuno gli dar\u00e0 il relativo peso sulla scia della propria personalit\u00e0. Quando, sulla base dell\u2019appartenenza alla rete di amicizie si passa a trasferire la conoscenza virtuale con quella reale, grazie alle informazioni che vengono inviate sul web, si ha un cortocircuito, avendo saltato tutto ci\u00f2 che nella vita reale ci serve da mappa per un avvicinamento consapevole all\u2019altro, senza sapere se ci\u00f2 che abbiamo letto \u00e8 vero oppure \u00e8 verosimile. Protetti dall\u2019anonimato diventa pi\u00f9 facile essere spinti\u00a0alla ricerca di compatibilit\u00e0 con le caratteristiche ed i gusti della o delle persone con cui si chatta o si vuole concretamente uscire. Di quale entit\u00e0 sar\u00e0 lo scarto tra ci\u00f2 che siamo e ci\u00f2 che vogliamo essere, o ci sentiamo costretti a dover essere? Mentre la progressiva conoscenza negli incontri concreti consente un bilancio, bench\u00e9 di volta in volta aggiornato ma reale, tra pregi e difetti, quella sul web subisce una distorsione se avviene quasi esclusivamente tramite computer, anche dopo una frequentazione continuata (poich\u00e9 \u00e8 privata di tutti quei segnali che appartengono alla ricchezza della comunicazione umana) e illudendoci di conoscere abbastanza l\u2019altro, ci coinvolgiamo con lui. Il rischio \u00e8 di iniziare una relazione, qualunque essa sia, con una persona che ha pregi fasulli e difetti veri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3) C\u2019\u00e8 anche un livello ancora pi\u00f9 profondo di rischi in conseguenza di quanto appena detto, che pu\u00f2 subdolamente insinuarsi nell\u2019adattamento alle richieste implicite degli altri o al desiderio di piacere. Se nel gioco della seduzione tramite web, o per gioco e basta, protetti dal nickname ci proponiamo non come siamo in realt\u00e0 o come crediamo di essere, ma con caratteristiche non nostre o che solo larvatamente ci riguardano ma che esageriamo per essere in sintonia con un immagine che vogliamo dare agli altri, tendiamo a comunicare informazioni, id\u00e8e e comportamenti che non ci appartengono. Nel voler apparire in un modo pi\u00f9 consono all\u2019essere accettati, desiderati o stimolare la curiosit\u00e0 su caratteristiche inventate o esasperate rischiamo di rivestire una seconda \u201cpelle\u201d illudendoci che rimanga sempre e solo nello spazio virtuale del web. La ripetizione frequente della recita alimenta una personalit\u00e0 virtuale che, in qualche modo, riteniamo nostra, pur non appartenendoci affatto. \u00c8 come quando si ripete molte volte la stessa bugia che finisce per essere creduta anche da noi stessi, oppure ci confonde, in una certa misura, la verit\u00e0. Se poi la recita consente la conoscenza reale di una o pi\u00f9 persone, che proprio in virt\u00f9 di essa ci hanno voluto incontrare ci sentiamo di conseguenza costretti a continuare nella realt\u00e0 ci\u00f2 che inizialmente era un gioco. La recitazione allora risente del nostro adeguamento ancora pi\u00f9 ampio ad essa, che ci condiziona ulteriormente allontanandoci dalla realt\u00e0 degli altri, in quanto siamo in una condizione falsa; ma quello che \u00e8 pi\u00f9 grave dalla propria identit\u00e0. Rischiando di non riconoscerci pi\u00f9 come si \u00e8, ci\u00f2 che ci riguarda, che conta veramente per noi, con l\u2019avere le coordinate interiori e stabili del nosto essere nel mondo con il quale relazionarci, traendo dai rapporti autentici il valore concreto dello scambio, della solidariet\u00e0 in una continuit\u00e0 della consapevolezza degli altri e di se stessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi, va bene il social network, va bene il libro delle facce; ma l\u2019amicizia, quel sentimento che ha la capacit\u00e0 emotiva e razionale di coinvolgerci positivamente sotto diversi aspetti appartiene, in genere, ad un\u2019altra dimensione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 innegabile l\u2019immane e tumultuosa espansione di Facebook, n\u00e9 la democratica condivisione di opinioni, valori, comportamenti, azioni che consente, n\u00e9, ovviamente, la moltiplicazione dei contatti e delle relazioni che promuove. 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